Ancona 2028, CNA: “La cultura diventi motore concreto di sviluppo per imprese e territorio”
20/03/2026
Il riconoscimento di Ancona come Capitale italiana della Cultura 2028 continua a generare reazioni nel tessuto economico e produttivo locale. Tra le voci più significative emerge quella di CNA Territoriale di Ancona, che individua nel titolo non solo un traguardo simbolico, ma un passaggio operativo destinato a incidere sulle dinamiche della città e del territorio.
L’associazione esprime soddisfazione per un risultato che, nelle parole della presidente Monia Dell’Orso e del direttore Massimiliano Santini, premia una visione capace di tenere insieme identità, apertura e prospettiva. Il dossier “Ancona. Questo Adesso” viene letto come un progetto strutturato, in cui la cultura assume un ruolo centrale nei processi di rigenerazione urbana, sociale ed economica.
Cultura e impresa: una connessione da rendere stabile
Nel ragionamento di CNA, il titolo di Capitale della Cultura non può essere circoscritto a un calendario di eventi o a una dimensione celebrativa. La posta in gioco riguarda la capacità di trasformare il riconoscimento in un sistema duraturo di relazioni tra cultura, economia e territorio.
Il riferimento è a una rete che metta in connessione elementi spesso trattati separatamente: il centro urbano con il porto, i luoghi della cultura con il tessuto produttivo, l’artigianato con i linguaggi contemporanei, l’accoglienza con la qualità dei servizi. Una prospettiva che chiama in causa micro e piccole imprese, considerate parte integrante del progetto culturale.
L’obiettivo non si limita ad aumentare la visibilità della città, ma punta a rafforzarne l’attrattività complessiva, rendendo più leggibile e accessibile la sua offerta anche attraverso maggiore integrazione tra quartieri e filiere produttive.
Le priorità operative: accoglienza, spazi pubblici e partecipazione
CNA indica alcuni ambiti su cui intervenire fin da subito:
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rafforzamento dell’accoglienza turistica e urbana
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miglioramento del decoro e della fruibilità degli spazi pubblici
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coinvolgimento attivo delle imprese nei percorsi di valorizzazione
Un punto centrale riguarda la costruzione di un calendario diffuso, capace di superare la concentrazione degli eventi nel centro storico e di attivare anche i quartieri, valorizzando le specificità locali. In questa prospettiva, la cultura diventa un dispositivo che attraversa l’intera città, generando occasioni di partecipazione e sviluppo.
L’associazione sottolinea la necessità di progettualità in grado di produrre effetti concreti nel tempo, evitando il rischio di un impatto limitato all’anno di celebrazione.
Una regia condivisa per una responsabilità collettiva
La fase che si apre richiede, secondo CNA, una governance solida e continuativa. La gestione del percorso verso il 2028 dovrà coinvolgere istituzioni, associazioni, imprese, sistema educativo, università e terzo settore, attraverso un metodo fondato sulla collaborazione e sulla capacità di tradurre le linee strategiche in azioni operative.
Il richiamo alla responsabilità collettiva attraversa l’intero intervento. Il titolo, per essere valorizzato pienamente, richiede una città preparata, coesa e capace di lavorare in modo coordinato.
Nelle parole della presidente Dell’Orso e del direttore Santini emerge una linea precisa: la cultura come leva per generare economia, coesione sociale e opportunità, in particolare per le nuove generazioni. Un orizzonte che colloca Ancona in una posizione potenzialmente centrale nel contesto adriatico, a condizione che il progetto venga accompagnato da scelte coerenti e partecipazione diffusa.
CNA Ancona dichiara la disponibilità a contribuire a questo percorso, con l’obiettivo di trasformare il riconoscimento in un valore tangibile per la città e per il sistema produttivo locale.