Ancona Capitale italiana della Cultura 2028: un progetto che unisce identità e visione
19/03/2026
L’annuncio arriva nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura, a Roma, al termine della cerimonia ufficiale. Quando il Ministro Alessandro Giuli pronuncia il nome di Ancona, la tensione si scioglie in un’emozione immediata, che dalla sala si diffonde in tempo reale fino alla città, collegata in streaming. Non è soltanto una proclamazione: è il riconoscimento di un percorso costruito con metodo e coesione territoriale.
Il Sindaco Daniele Silvetti e l’Assessore alla Cultura Marta Paraventi, presenti a Roma, rappresentano una comunità che ha lavorato per trasformare risorse culturali, paesaggistiche e sociali in un progetto leggibile e credibile. La designazione a Capitale italiana della Cultura 2028 segna un passaggio significativo nella traiettoria recente della città, proiettandola in una dimensione nazionale e internazionale.
“Questo. Adesso.”: un programma operativo tra città, porto e paesaggio
Il dossier vincitore, intitolato “Questo. Adesso.”, costruisce un impianto strategico che intreccia sviluppo urbano, produzione culturale e coesione sociale. L’ispirazione alle parole del poeta Francesco Scarabicchi introduce una dimensione identitaria precisa.
Quattro direttrici organizzano il progetto:
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“Questo Mare” valorizza il porto e la dimensione adriatica, con il futuro Museo della Civiltà del Mare Adriatico alla Mole Vanvitelliana, affidato a Dante Ferretti.
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“Via Maestra” collega istituzioni, luoghi della conoscenza e patrimonio storico.
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“Adesso Parco” integra natura e cultura, con Parco del Cardeto e sistema del Conero.
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“Mare Culturale” si concentra sulla produzione contemporanea, coinvolgendo realtà creative e nuove generazioni.
Ne emerge una visione unitaria che supera la frammentazione tra centro storico, porto e paesaggio.
Una rete ampia e una governance condivisa
La candidatura è sostenuta da Comune di Ancona, Regione Marche, ANCI Marche e Università Politecnica delle Marche, con una governance che coinvolge attori pubblici e privati, istituzioni culturali, sistema produttivo e comunità locale.
Il progetto mobilita oltre ottanta iniziative site-specific e si avvale di figure di rilievo, tra cui Dante Ferretti. Temi come accessibilità, inclusione e la dimensione universitaria introducono strumenti di ricerca, innovazione e misurazione dell’impatto.
Il sostegno delle istituzioni regionali e delle reti territoriali amplia il raggio d’azione, configurando la designazione come un progetto per l’intero sistema marchigiano.
Dalla designazione alla fase attuativa
Con la proclamazione si apre una fase più complessa e concreta, centrata su:
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definizione operativa degli interventi
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consolidamento dell’organizzazione
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attivazione delle progettualità delineate nel dossier
L’orizzonte è duplice: accompagnare la città fino al 2028 con una programmazione coerente e costruire un’eredità duratura. La cultura diventa leva per la rigenerazione urbana, attrazione di investimenti e qualificazione dell’offerta territoriale.
Ancona, città di mare e di scambi, torna a esercitare una funzione di connessione tra Italia, Europa e Mediterraneo, con la responsabilità di tradurre una visione in risultati tangibili.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to