Economia del Mare: 1,6 milioni dalla Regione per i porti marchigiani
01/03/2026
La Giunta regionale ha dato il via libera a uno stanziamento di 1,6 milioni di euro destinato alla manutenzione e alla sicurezza dei porti e degli approdi di competenza regionale. Un provvedimento accolto con favore dalla CNA, che lo considera un intervento strategico per sostenere la filiera della nautica e rafforzare l’economia costiera.
Le risorse finanzieranno opere considerate prioritarie: dragaggi dei fondali, manutenzione delle scogliere, ripristino di banchine e adeguamento degli impianti tecnologici. Gli interventi saranno distribuiti secondo criteri oggettivi legati all’estensione delle aree portuali, garantendo una ripartizione equilibrata tra Civitanova Marche, Senigallia, Fano, San Benedetto del Tronto, Porto San Giorgio e Numana.
Senigallia tra gli scali strategici
All’interno del piano, il Porto di Senigallia riceverà circa 284 mila euro, pari al 17,78% del fondo complessivo. Una quota che riconosce il ruolo centrale dello scalo cittadino, inserito nel tessuto urbano e considerato un asse strategico per il turismo locale.
«Il nostro porto, per la sua peculiare conformazione, rappresenta un elemento imprescindibile per lo sviluppo turistico senigalliese», dichiara Giacomo Mugianesi, segretario della CNA di Senigallia. «Da tempo siamo impegnati, attraverso le nostre imprese associate, nella valorizzazione dell’intera filiera nautica. Questo stanziamento è un segnale positivo, ma ora è fondamentale tradurre le risorse in cantieri rapidi».
Tra le priorità indicate dall’associazione vi è la riqualificazione dell’avamporto, ritenuta un’opera non più rinviabile per garantire competitività e sicurezza.
Porti come volano economico
Secondo la CNA, i porti non rappresentano soltanto infrastrutture logistiche, ma veri e propri volani economici capaci di attivare artigianato di servizio, cantieristica, turismo e accoglienza. La scelta della Regione, guidata dall’assessore Giacomo Bugaro, di passare da interventi episodici a una programmazione strutturale viene interpretata come un cambio di passo nella gestione dell’economia del mare.
Il provvedimento dovrà ora essere sottoposto al parere obbligatorio del Consiglio delle Autonomie Locali (CAL) prima di diventare pienamente operativo, consentendo ai Comuni di avviare le opere previste dai Piani Regolatori Portuali.
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