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Trasparenza retributiva, nuove regole dal 7 giugno 2026

27/04/2026

Trasparenza retributiva, nuove regole dal 7 giugno 2026

Dal 7 giugno 2026 entreranno in vigore anche in Italia le nuove disposizioni previste dalla Direttiva UE 2023/970 sulla trasparenza retributiva, con l’obiettivo di ridurre il divario salariale di genere e rendere più chiari i criteri utilizzati da aziende ed enti per definire stipendi, inquadramenti contrattuali, progressioni economiche e aumenti.

Stipendi più chiari già prima dell’assunzione

La novità più immediata riguarderà la fase di selezione del personale. Chi si candida a un posto di lavoro dovrà poter conoscere la retribuzione iniziale prevista oppure la fascia salariale collegata al ruolo, prima del colloquio o comunque prima della firma del contratto. Una modifica destinata a incidere sulle modalità con cui vengono pubblicate le offerte di lavoro e condotte le trattative tra candidati e datori di lavoro.

La direttiva prevede anche un divieto preciso: le aziende non potranno chiedere ai candidati informazioni sugli stipendi percepiti nelle precedenti esperienze professionali. La misura punta a evitare che eventuali disparità pregresse vengano trascinate da un rapporto di lavoro all’altro, consolidando differenze salariali non legate alle competenze o al valore della mansione.

Diritto alle informazioni per lavoratrici e lavoratori

Le nuove regole non riguarderanno soltanto chi cerca un impiego. Anche lavoratrici e lavoratori già assunti avranno diritto a conoscere il proprio livello retributivo e potranno chiedere informazioni sui livelli medi di retribuzione, distinti per genere, relativi a chi svolge lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore all’interno della stessa organizzazione.

L’obiettivo non è rendere pubbliche le buste paga dei singoli dipendenti, ma garantire l’accesso a dati comprensibili, verificabili e utili a individuare eventuali differenze non giustificate. Le informazioni potranno riguardare fasce salariali, criteri di inquadramento, parametri per gli aumenti e sistemi utilizzati per definire la crescita economica nel tempo.

Obblighi per le imprese e controlli sul divario salariale

Per le aziende sono previsti obblighi di monitoraggio e rendicontazione del divario retributivo di genere, con scadenze diverse in base alla dimensione. Le imprese con oltre 250 dipendenti dovranno redigere una relazione annuale, mentre quelle tra 150 e 249 dipendenti saranno tenute alla rendicontazione triennale a partire dal 2027. Per le realtà sotto i 100 dipendenti la comunicazione resterà volontaria.

Se dalle analisi dovesse emergere un divario superiore al 5% non spiegato da criteri oggettivi, l’azienda potrà essere chiamata ad approfondire le cause, confrontarsi con le rappresentanze dei lavoratori e correggere i propri sistemi retributivi. Per questo la trasparenza salariale richiederà una gestione più ordinata delle decisioni economiche, con criteri documentati, tracciabili e coerenti.

Per le imprese prepararsi in anticipo significherà rivedere procedure di selezione, classificazioni interne, politiche di aumento e strumenti di comunicazione verso il personale. Per lavoratrici, lavoratori e candidati, invece, la nuova disciplina potrà tradursi in maggiore chiarezza, migliori possibilità di tutela e strumenti più solidi per riconoscere eventuali discriminazioni salariali.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to